Il progetto AttiChiari è nato con l’obiettivo di migliorare la scrittura degli atti di parte, promuovendo chiarezza, concretezza e incisività in ambito civile e penale. Questo percorso di ricerca ha condotto alla creazione di Minerva, una banca dati consultabile che rende disponibili in forma sistematica i risultati ottenuti.
Il progetto, realizzato grazie alla collaborazione di importanti figure della magistratura e dell’avvocatura, si è fondato su una stretta sinergia tra università, professioni e territorio. In particolare, il contributo dell’avvocatura si è rivelato determinante per il successo dell’iniziativa. Attraverso il suo ruolo centrale è stata infatti possibile la raccolta di atti di parte, opportunamente oscurati nei dati sensibili, relativi a procedimenti della Corte di cassazione e di numerosi Tribunali e Corti d’appello geograficamente diversificati (Torino, Genova, Milano, Treviso, Bologna, Firenze, Roma, Viterbo, Napoli, Lecce, Catania …). Questo materiale ha consentito uno studio qualitativo approfondito delle caratteristiche testuali e stilistiche, nonché dell’impianto retorico e argomentativo di testi fino ad allora inaccessibili alla ricerca.
Nella prima fase è stato costituito un archivio di testi originali, ordinato e gestito dai responsabili del progetto per le singole unità di ricerca (Genova, Firenze, Viterbo, Lecce). Sono stati acquisiti circa 370 atti di parte diversificati (1.547.976 tokens) riferiti alle varie fasi e ai diversi gradi del processo. Gli atti, raccolti in un archivio informatico, sono stati resi disponibili esclusivamente ai ricercatori coinvolti nel progetto e unicamente a fini di studio.
I testi sono stati preparati attraverso una serie di passaggi standardizzati:
digitalizzazione, con conversione da pdf quando necessario, e riversamento in formato Word;
anonimizzazione, mediante eliminazione di tutti gli elementi identificativi (parti, difensori, ufficio giudiziario, date, numeri di ruolo, ecc.), seguendo modelli già consolidati, come le Linee Guida per la pubblicazione in forma anonima dei Lodi Arbitrali della Camera Arbitrale di Milano;
conversione in formato XML;
annotazione XML finalizzata all’archiviazione, alla citazione e all’identificazione dei fenomeni linguistici, in modo da rendere singole porzioni di testo immediatamente e univocamente recuperabili.
La seconda fase ha portato alla creazione di una banca dati (Minerva) dedicata all’analisi linguistica dei testi. Tale base ha consentito di descrivere e documentare, attraverso esempi significativi, le diverse prassi di scrittura degli atti di parte.
La banca dati Minerva sarà presto consultabile da studiosi ed esperti. I singoli atti archiviati non sono visibili nella loro interezza: lo studioso accreditato può ottenere esempi dell’uso di singoli termini, ricercare specifici fenomeni grammaticali (come l’uso di preposizioni o congiunzioni) e analizzare combinazioni di parole in contesti più o meno ampi. La visualizzazione è limitata a porzioni di testo ben delimitate e generalmente non superiori a un singolo capoverso o paragrafo.
La terza e ultima fase del progetto ha condotto alla redazione di modelli di scrittura degli atti di parte caratterizzati da chiarezza e sinteticità, elaborati congiuntamente da linguisti e giuristi. Tali modelli, privi di qualsiasi riferimento diretto agli atti che hanno costituito la base di dati, hanno avuto una proiezione esterna significativa: da un lato hanno supportato i giuristi nella redazione degli atti, dall’altro hanno facilitato la comprensione del linguaggio processuale da parte dei cittadini.
L’impatto del progetto è stato scientifico, tecnologico e sociale.
Sul piano scientifico, AttiChiari ha rappresentato un avanzamento rilevante della linguistica giuridica e della linguistica delle varietà dell’italiano, offrendo una descrizione dettagliata – finora mancante – delle proprietà testuali, stilistiche, retoriche, pragmatiche, morfosintattiche e lessicali della varietà giudiziaria degli atti di parte, con ricadute anche sulla comprensione della testualità delle sentenze.
L’impatto tecnologico si è concretizzato nella creazione di un nuovo software e di un corpus di atti di parte, una risorsa unica e preziosa per ulteriori ricerche sulla lingua degli avvocati.
L’impatto sociale ha riguardato sia il supporto concreto alla formazione di avvocati e magistrati verso una scrittura più efficace, chiara e incisiva, sia l’apertura al cittadino di una risorsa, anche interattiva, finalizzata ad aumentare la comprensibilità degli atti del processo.
I risultati scientifici e le infrastrutture di ricerca sviluppate nell’ambito del progetto AttiChiari hanno costituito la base per un ulteriore e autonomo sviluppo della ricerca, confluito nel PRIN 2022 Atti sempre più chiari. VocAvv: le parole dell’avvocato. Tale progetto si propone la realizzazione di un vocabolario online dell’italiano forense, specificamente dedicato alle parole del diritto così come effettivamente impiegate dagli avvocati nella redazione degli atti di parte. Il vocabolario sarà integralmente fondato sul corpus costruito nel progetto AttiChiari e ne valorizzerà i dati attraverso un’analisi sistematica dei significati, degli usi, delle collocazioni e delle strutture frasali ricorrenti del lessico forense. Maggiori informazioni qui: PRIN 2022